Ecco perché non si calpestano i prati di montagna
Appena arriva la bella stagione i prati nelle valli di montagna si riempiono di fiori colorati e l’erba cresce alta e rigogliosa. Ma attenzione! I prati di montagna sono coltivati e non vanno calpestati.
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I prati di montagna… sono coltivati!
Nel trovarsi davanti a un bellissimo prato fiorito, con l’erba alta che dondola col vento, non sempre è automatico pensare che sia coltivato. E invece è proprio così!
Gli appezzamenti di terreno in montagna che non sono destinati a coltivazioni di cereali, frutta, ortaggi, vengono usati come pascolo o per coltivare il foraggio.
Questo significa che si fa crescere l’erba, la si taglia al momento opportuno e la si conserva per nutrire gli animali durante l’inverno.
I bellissimi prati che all’inizio dell’estate son di un verde splendente non sono quindi “naturali”, ma bensì gestiti e lavorati dai contadini che se ne occupano.
Sono a tutti gli effetti dei campi coltivati che richiedono cura e impegno.
Quando e come avviene la fienagione nei prati di montagna
Durante la bella stagione vengono fatti diversi “raccolti”. A seconda del meteo e dell’altitudine a cui si trova il prato, l’erba viene falciata anche 3 o 4 volte, da inizio giungo fino a settembre inoltrato.
Per una resa ottimale, si deve attendere che il fieno sia maturo. A quel punto si falcia, o con trattore e macchina falciatrice, o a mano con la falce. Poi il fieno tagliato viene lasciato nel campo e fatto riposare al sole in modo che si secchi per bene.
Una volta secco viene ordinato in lunghi filari, e con una macchina viene raccolto formando grandi balle di fieno che verranno poi conservate all’asciutto per tutto l’inverno.
Allora il prato avrà un aspetto “secco” con erba corta, ispida e gialla, ma presto comincerà di nuovo a crescere e sarà pronto per un nuovo raccolto.
Però, trovandosi in montagna, non è raro che i prati abbiano pendenze elevate e non siano quindi facilmente raggiungibili da grandi trattori.
Ci sono ancora molti luoghi dove il fieno si taglia completamente a mano con la falce, proprio come si faceva una volta. Poi viene raccolto con il rastrello e portato a spalle direttamente nel fienile.
Un lavoro faticoso ma importantissimo, perché chi in queste zone ha un’azienda agricola si prende anche cura del territorio.
Perché i prati di montagna non vanno calpestati
Non ci verrebbe mai l’idea di calpestare un campo di insalate, vero? Lo stesso vale per un prato di montagna destinato al foraggio. Ce lo diceva sempre nonno quando eravamo piccole, spiegandoci perché fosse così importante che rispettassimo questi prati.
Se l’erba viene calpestata da molte persone quando è ancora “corta” faticherà a crescere rigogliosa.
Se viene calpestata quando è molto alta, rimarrà schiacciata rendendo difficile il taglio del fieno.
Come riconosco un prato coltivato?
Il metodo sicuro per non sbagliare è pensare che tutti i prati attorno ai paesi, nel fondovalle, sui pendii ripidi accanto ai masi… siano coltivati e non vadano calpestati!
Durante le passeggiate all’aria aperta è buona regola rimanere sempre sui sentieri o seguire le strade sterrate. In alcuni casi si trovano anche degli appositi segnali che indicano di seguire il percorso tracciato e non calpestare l’erba.
Se l’idea è di fare un picnic o di rilassarsi sdraiati nell’erba, scegliamo sempre un’area attrezzata, come un parco o un’area picnic, create proprio a questo scopo.
Diverso invece è se si sale molto in alto, nelle escursioni che salgono anche sopra i 2000 metri. Quassù i pascoli sono di pertinenza delle malghe e non vengono falciati, ma usati per mandare direttamente al pascolo gli animali.
Ma anche in questo caso il consiglio è sempre rimanere sui sentieri segnalati. Se siete vicini a una malga, chiedete al gestore dove potete sistemarvi senza creare problemi.
Un grazie speciale a Luigi Cristoforetti per le bellissime immagini.
L’immagine di copertina è di Luigi Cristoforetti, a Proves.